Io amo questo Paese
Presentazione
Questo libro è una confessione. Una dichiarazione d’amore verso un Paese che troppe volte mi ha deluso. E che oggi, finalmente, scelgo di guardare senza filtri.
Ho fatto pace col mio passato. Ho fatto pace col mio Paese. Ho fatto pace con la mia storia.
Dentro queste pagine troverai dieci storie vere. Crude. Ferite ancora aperte.
Il naufragio della Costa Concordia.
Ustica, il Cermis, Rigopiano, il ponte Morandi, Stefano Cucchi.
E ancora: treni che si scontrano, operai che muoiono dimenticati.
L’Italia dell’immigrazione abbandonata, dei soccorsi che non arrivano in tempo.
Questo libro è per chi non c’è più. Per chi non ha più voce. Per chi lavora e muore senza clamore. Per chi non si arrende.
Con uno stile narrativo e civile, emozionale e diretto, questo libro ti accompagna tra verità taciute, colpe diffuse e silenzi che fanno più rumore delle bombe. Non ci troverai retorica. Solo storie. Dolore. Umanità.
Se ami l’Italia, anche quando ti delude. Se credi che la memoria non debba spegnersi. Se hai voglia di sentirti parte, anche solo per un attimo, di un popolo straordinario.
Allora queste pagine ti aspettano. Io sono in tribunale. Tu sei il giudice. Puoi condannarmi o assolvermi.
La presentazione di Io amo questo Paese si è svolta il 31 ottobre 2025 a Pomezia, presso il complesso Selva dei Pini, con il patrocinio del Comune di Pomezia, in una sala gremita e profondamente partecipe.
L’incontro è stato introdotto e moderato dall’autore, che ha guidato il pubblico attraverso i temi centrali del libro: memoria civile, responsabilità collettiva e il dovere di non rimuovere le ferite ancora aperte della storia recente italiana.
La serata è stata aperta da un video che ha attraversato cinquant’anni di cronaca nazionale — dalla Costa Concordia a Ustica, dal Cermis a Rigopiano, fino al Ponte Morandi e al caso Cucchi — componendo un mosaico di tragedie che ancora interrogano la coscienza del Paese.
Nel corso dell’incontro, Elena Giofrè ha dato voce ad alcuni passaggi del libro attraverso letture interpretate, restituendone la forza narrativa ed emotiva e creando momenti di ascolto intenso e condiviso.
Tra gli ospiti, Gregorio De Falco, già Senatore della Repubblica e coordinatore dei soccorsi durante il naufragio della Costa Concordia, ha offerto una riflessione rigorosa e umana sul tema della sicurezza, della responsabilità decisionale e del valore della vita umana, riportando il dibattito oltre la retorica e dentro l’etica delle scelte.
È intervenuto inoltre l’ingegnere Guido Parisi, già Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e oggi rappresentante ANVVFF, che ha affrontato con chiarezza tecnica e profondità civile i casi di Rigopiano e del Ponte Morandi, richiamando l’urgenza di una cultura della prevenzione e della manutenzione come fondamento della tutela della vita.
Hanno portato i saluti istituzionali Veronica Felici, Sindaco della Città di Pomezia, e la consigliera comunale Maria Rotonda Russo, sottolineando il valore culturale e civile dell’iniziativa e il ruolo della memoria come strumento di crescita collettiva.
La serata si è conclusa con un riconoscimento ufficiale agli ospiti, in un clima di partecipazione autentica che ha dimostrato come la cultura possa ancora riempire una sala e trasformare il silenzio in consapevolezza.
Io amo questo Paese si è così confermato non solo come un libro, ma come un atto di responsabilità civile: un invito a fermarsi, ricordare e interrogarsi, affinché la memoria non diventi mai abitudine, ma rimanga coscienza viva.
Divulgazione Libera non è un editore e non garantisce visibilità o risultati commerciali. La pagina ha finalità informativa e di presentazione editoriale.